Formazione

Categorie: Lavoro
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Pubblicato il: 17 aprile 2012

Assenza classica, come sempre. Un po’ pigro, un po’ stanco, un po’ impegnato. Il lavoro arranca purtroppo, ma penso che sia così un po’ ovunque. E così ho deciso che forse è il caso di fare un po’ di formazione personale, cercare di prendere un pezzo di carta. Un conto è lavorare con determinate apparecchiature senza però avere nessuna certifica che lo attesta. Per carità, ci riesco, funziona tutto, ma purtroppo non fa curriculum. E così, attraverso un forte sforzo economico ho deciso di investire su me stesso, come iniziai 2 anni fa sul discorso fisico (palestra) oggi investirò sulla figura professionale. Incoraggiato da @ycibel, scosso dalla situazione lavorativa che fa molto “limbo”, ho deciso che forse questo è il momento giusto. Il mondo delle certifiche (nel mio caso Cisco e Fortinet) è seriamente una giungla, ma se mai inizi mai capisci. E per citare un mio caro vecchio professore dico ad alta voce mimando un po’ il suo tono che mi faceva sorridere “L’importante non è come si fa, ma perchè si fa un determinato passaggio”. E sia. Accetto la sfida.

Vita da pendolare

Categorie: Life
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Pubblicato il: 5 marzo 2012
Farò questa fine?

Che periodo difficile questo. Tanto difficile, lo dicono pure in televisione, per le strade, dal fruttarolo al supermercato. Anche il nostro presidente lo dice, che bisogna fare sacrifici, che dobbiamo farci tutti un esame di coscienza, che bisogna abbassare il tenore di vita (come se non fosse già abbastanza basso). Ma non starò qui a criticare, perchè siamo tutti consci di quello che succede intorno a noi. Ecco perchè durante una chiacchierata ragionata con mio fratello, mi sono fatto convincere a prendere i mezzi per venire a lavoro. Inizialmente 2 volte a settimana, ora dopo una settimana di “test” tenterò di venire tutti i giorni utilizzando i meravigliosi mezzi pubblici. La cosa mi fa tornare indietro nel tempo, quando iniziai a lavorare, quando avevo solo i mezzi e un motorino per poter attraversare la città. A primo impatto posso dire che è un esperienza migliore, perchè vedi la gente, perchè ti muovi, perchè ogni giorno è diverso dall’altro. Voglio vedere solo la parte positiva, e voglio pensare a 300€ di carburante risparmiato, che sarebbe andato via letteralmente in fumo. Speriamo di farcela. Volevo condividere con voi questo momento e magari capire se anche a voi, questo periodo difficile, ha cambiato le vostre abitudini.

War of the DLC

Categorie: Life, Videogame
Tag: Nessun Tag
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Pubblicato il: 30 gennaio 2012

Non sarò ipocrita ne tantomeno bugiardo. E’ uno stato di fatto che la mia vita gira molto spesso intorno ai videogiochi. E’ il mio hobby preferito, che mi da più soddisfazioni, che mi fa essere ciò che voglio (per un tempo limitato per carità) che mi fa sognare, arrabbiare, ridere, emozionare. Ecco ultimamente credo che le industrie che mi regalano questa gioia stiano tirando un po’ troppo la corda. Iniziava tutto anni fa,  quando acquistando uno dei nuovi Call of Duty, dopo mille frag sulle solite  mappe, gli sviluppatori intervenivano dicendoci che a breve, con una piccola somma di pochi euro, ci avrebbero regalato delle nuove mappe multiplayer. Ovviamente eravamo tutti contenti, perchè alla fine era come se il gioco non venisse mai abbandonato, continuamente supportato, non rendendolo mai vecchio. Ovviamente eravamo LIBERI anche di non acquistare queste mappe e continuare a giocare alla solita maniera,  stesse mappe e stesse modalità. Annotare la parola LIBERI.

Poi pian piano hanno iniziato a rilasciare ulteriori contenuti, per esempio le varie missioni di Oblivion, mini espansioni (mini eh!) che con pochi euro avrebbero arricchito la nostra esperienza ludica. Onestamente a me piacevano, e al tempo le acquistai. Però le acquistai con la coscienza che aggiungevo un qualcosa in più ad un prodotto che però era già finito quando l’ho comprato, usato per giunta. Significa che ne ho goduto a pieno, pagandolo di meno, e poi ho aggiunto ulteriore carne al fuoco sborsando pochi euro in più.

Oggi però le cose stanno cambiando, c’è chi ha iniziato a rilasciare giochi incompleti, spesso GDR, con trama incompleta, e ci propina puntualmente il pezzo mancante qualche mese dopo sborsando i soliti pochi euro. Le mappe di call of duty ormai escono puntualmente (e spesso sono versioni ri-viste di roba vecchia), così uno oltre a spendere i canonici 65 euro per il gioco è costretto a sborsare altri 13 euro. Beh ho detto costretto, perchè alla fine se poi vuoi poter giocare con le altre persone devi  per forza acquistare il pacchetto “vecchiemappemapiùfighe”.

Chiudiamo un occhio, magari cambiamo gioco, e non ci compriamo le mappe. Ci facciamo bastare anche le storie incomplete dei GDR. Decidiamo di cambiare gioco, ci piace il calcio e tutti sappiamo che il punto di rifermento attuale è Fifa. Magari ce lo compriamo a dicembre, che sicuramente costa meno, e ce lo godiamo con più calma. Mettiamo il disco all’interno della nostra amata console giusto per scoprire che abbiamo bisogno di un codice particolare per diventare super membri di qualcosa che anni fa era nostro di diritto all’acquisto del gioco. Ovviamente senza quel codice non possiamo giocare in multiplayer. Ovviamente EA ci viene incontro, e con “soli” 10 euro ci riabilita a giocare perchè noi siamo peccatori e abbiamo deciso  di prendere il gioco usato e il nostro codice lo ha utilizzato il precedente proprietario del gioco. Ovviamente anche qui abbiamo la possibilità di fare la nostra piccola (perchè ormai è sempre più piccola la scelta) di rinunciare al multiplayer e goderci il nostro titolo in single player.

Notare bene che siamo sempre più guidati a dover acquistare un titolo nuovo per poter usufruire di una cosa nostra di diritto.

In realtà tutto questo post nasce da 2 fattori che sinceramente non mi vanno giù. Nei prossimi giorni uscirà un gioco sempre di quei brutti ceffi di EA che si chiama Kingdom of Amalur. Gioco che sembra carino, nella media, clone di qualcosa già visto ma che comunque può piacere. Beh questo giochino di ruolo sarà dotato di un meraviglioso codice che una volta riscattato renderà questo gioco inutile da rivendere, perchè chiunque lo acquisterà poi non potrà fare nemmeno le missioni in single player se non sarà possessore di questo codice (acquistabile ai soliti 10 euro).

Questo triste fattore non è un caso isolato e affligge anche una piattaforma che fino a qualche tempo fa pensavo non si abbassasse a ciò. Quest’estate sono stati pubblicati  2  giochi per Nintendo 3ds che potevano essere acquistati solo nuovi, perchè conservavano i salvataggi impedendo a chi lo acquista di seconda mano di poter godere del gioco dall’inizio. I titoli in questione sono Resident Evil Mercenaries e Pac-man vs Galaga. Ovviamente li ho boicottati entrambi. E boicotterò qualsiasi titolo adotterà questo tipo di strategia meschina.

Ho sentito anche una notizia ufficiale in cui ora anche Nintendo entrerà ufficialmente nel ramo DLC, lanciando il nuovo servizio Nintendo Network, che aldilà dei grossi paroloni, vip member, esclusività, community, sarà l’ennesimo canale per propinarci altri DLC e quindi spillare altri soldi all’utente finale. Insomma cade anche l’ultimo baluardo, l’ultima software house che faceva giochi completi, non patchabili perchè già completi e testati al momento di arrivare nelle nostre mani.

Cosa ci riserverà a questo punto il futuro non lo so, però se queste sono le premesse credo arriveremo ad un punto in cui inserendo un gioco nella console potremmo premere giusto Start, perchè il resto sarà a pagamento.

Saluti, da un videogiocatore appassionato, ma anche un po’ disilluso.

Una giornata diversa

Categorie: Life
Commenti: 1 Commento
Pubblicato il: 20 gennaio 2012

“Dovresti andare un paio di giorni a Milano”.Io “ Ok, nessun problema”. “Quando?”Io “ Domani”. Io “Ok”.

Così iniziano questi  due giorni, con una richiesta improvvisa, ovviamente senza condizionale. Però ho voglia, anche perché il viaggio si farà col treno. E’ una vita che non prendo il treno,  almeno per coprire una distanza così lunga.

Mi alzo così la mattina, faccio le cose di sempre, e invece di prendere la maledetta macchina, scendo a piedi e mi dirigo alla stazione. Faccio una giornata da pendolare, di quelle che senti tutti i giorni, delle interminabili attese. Beh, non è così, perché come scendo è già tempo che arriva il primo treno. Salgo, temperatura eccellente,  orario perfetto. Scendo, e via di metro, le porte si spalancano senza nemmeno troppa gente, quasi a sussurarmi  “vieni avanti sei il benevenuto”.

Next stop, Termini. Un milione di persone, respiro l’aria del pendolare, tanta gente che non ti guarda nemmeno in faccia, qualcuno ti viene addosso. Le folate calde della metro che dall’altro lato che arriva, la calca per prendere la scala mobile, mentre quella “classica” è vuota. Ovviamente io prendo quella vuota. Mentre cammino vedo una donna, sguardo estasiato, sorride. Poi  mi accorgo che si tocca la pancia e capisco, forse ha preso un paio di calci (gli unici piacevoli della vita mi sa).

Sono contento come un bambino, perché respiro questa tanta vita intorno a me, indaffarata, arrabbiata, triste, felice. Ma  vita. Non è la macchina, dove sembra che ognuno sia nel proprio acquario.

E’ ora del treno, quello vero, ed è la prima volta che prendo questa meraviglia tecnologica (ma che in Europa esiste penso da almeno 15 anni). Ne ho sentite tante in proposito di questi viaggi. Alcuni me lo hanno descritto come la fiera della tecnologia, altri come una manifestazione di quanti device che fanno la stessa cosa una persona può possedere. Altri  (passeggeri) che sembrano non essersi accorti che non sono in ufficio ma bensì su un treno. Di fianco a me c’è un duetto classico, composto da segretaria+il suo capo. Lui spavaldo, saputello e conscio di essere il suo capo. Lei sapeva il fatto suo, ma ovviamente è conscia di essere la sua dipendente.

Di fronte a me si siede uno che in 4 secondi netti tira fuori in quest’ordine un laptop hp, un iPad, un iPhone 4. Non staccherà gli occhi dal portatile per le prossime 3 ore, suscitando la mia curiosità. Io ovviamente rispondo a tema, tweettando col mio cellulare, e giocando col mio fido Nintendo 3ds.

Poi continuando a guardarmi intorno vedo sempre più gente così, quasi mi sento fuori luogo. Intanto il treno procede ad una velocità incredibile, costeggiando l’autostrada del sole, fatta centinaia di volte, ma mai in questo modo. Un altro punto di vista insomma, sai le mille volte che ti chiedi cosa c’è al di la di quel recinto, cosa c’è dietro quella casa, beh, con questo viaggio molte domande stupide hanno avuto altrettante risposte stupide.

Quasi quando ci avevo preso gusto è già tempo di scendere. Milano si presenta come al solito in tutto il suo grigiore, ma con un freddo più intenso del solito. Ovviamente solita gente alla moda, così avanti che quasi non la capisci. E via, tempo di altre metropolitane, continua il mio giorno da pendolare.

Finisce la giornata di lavoro. So già qual è la destinazione, l’hotel. Non ci venivo da una vita, è come entrare in una casa che si conosce al buio, e  accendere le luci piano piano. Lo stesso effetto che ho avuto nel mio cervello, mentre al posto delle luci accendevo i ricordi. Niente di trascendentale, però mi fa sorridere come magari un pezzo di strada, un lampione, un’insegna possa innescare tutti questi pensieri.

Ho cenato al ristorante Giapponese, il primo in cui ho mangiato quasi 2 anni fa, e ogni volta che vengo a Milano ci ripasso. Mi ricorda quella magica sera, del mio compleanno, in cui mi sono fatto questo piccolo regalo.

E ora è tempo di andare a dormire, rientro nel vecchio hotel, ma non prima di avervi raccontato questa giornata attraverso questo delirio. Perché io sono anche così, riflessivo, pensieroso, curioso. Domani è un altro giorno, ma intanto mi addormento godendo ciò che mi è stato regalato oggi. Notte.

Annata Ludica 2011

Categorie: Videogame
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Pubblicato il: 9 gennaio 2012

E’ un po’ tardi per pubblicare un articolo, o commenti in merito, ma il tempo è stato poco sinceramente. Obiettivamente credo che da videogiocatore, questa sia stata un’annata incredibile, per ognuno di noi, visto che abbiamo trovato pane per i nostri denti su tutte le piattaforme e su tutti i generi. Ora, il multipiattaforma ha quasi cancellato qualsiasi preferenza su quale console sia migliore (e detto tra noi la strada per la console unica non è mai troppo lontana) e io personalmente distinguo ormai solo ciò che è portatile da ciò che è da casa. Parentesi a parte merita il 3ds, partito molto molto in sordina specialmente da punto di vista software, ma che ha dato un colpo di coda niente male (soprattutto sul lato vendite). Mi ha permesso di giocare 2 titoli che ho sempre sognato quando ero bambino (Starfox 64 e Ocarina of Time) e regalandomi quel capolavoro di Super Mario 3d land. Su Mario Kart non mi esprimo, anche perchè non sono riuscito a trovare il giusto tempo da dedicargli.

Parlando dal punto di vista personale, il 2011 è ha segnato il mio grande ritorno sulla piattaforma PC, in tutta la sua potenza, maestosità ma anche problematica piacevole (risolvere problemi da tecnico è sempre un piacere). Ho giocato qui i titoli di punta, quelli più grandiosi, più spaccamascella. Sono riuscito a recuperare un gioco che avevo promesso di giocare assolutamente (The witcher) che segnò ahimè anche l’arrivederci di un grande amico all’epoca (Ra3V in partenza per i lidi di CdProject). Archiviato il caso, forse uno dei più belli degli ultimi anni mi sono buttato su un altro grandissimo gioco, e personalmente il mio best 2011: Portal 2. Genialità, grafica, trama, giocabilità tutto elevato all’ennesima potenza. Come al solito Valve sa ciò che fa, e la speranza che un giorno ci regalino Half Life 3 non tramonterà mai. En Passant posso dire che sono tornato su Rapture, e mi sono giocato quel piccolo capolavoro di Bioshock 2, che da un po’ una chiusura al cerchio di certe sotto trame rimaste appese col primo capitolo. Non ha la maestosità del primo, ma si lascia giocare, peccato per il multi, che poteva essere tranquillamente lasciato da parte.

Per senso di completezza mi sono giocato pure Lara Croft in versione Diablo, e finalmente portato a termine anche Borderlands. Tutto ciò che ho elencato non occupa neanche metà anno videoludico, che poi sappiamo tutti che si concentra tutto da settembre a dicembre, e qui casca l’asino. Ottobre è stato il mio mese di Gears of War 3, che mi ha fatto riaccendere l’xbox, e ha dato un senso al Live pagato per un anno e usato si e no 3 mesi. Gran bel gioco, ma come direbbe qualcuno, “More of the same”. Tralascio il solito Fifa di turno, per passare ai titoli caldi: Skyrim e The Legend of Zelda Skyward sword. Ora, subito per evitare un Fus-ro-dah, dico che Skyrim è slittato al 2012, perchè richiede troppo tempo, e mi sono buttato a capofitto su Zelda. Signori, capolavoro assoluto, ma che non posso premiare come mio gioco 2011 per il semplice fatto che non l’ho ancora portato a termine (ah il tempo, beffardo).

Sono soddisfatto, anche perchè sono sicuro che il 2012 invece sarà l’anno del 3ds, con la sua consacrazione a console portatile definitiva, e nel mentre mi godrò finalmente un paio di titoli che vale la pensa di giocare per bene (skyrim e Deus EX).

E il vosto 2011 è stato all’altezza delle aspettative? Ma sopratutto ce l’avete fatta a stargli dietro?

Nintendo e l’easy mode

Categorie: Videogame
Commenti: 2 Commenti
Pubblicato il: 4 gennaio 2012

Non poteva che meritare una menzione, perchè secondo me Nintendo l’ha fatta di nuovo, a modo suo,  come sempre. Da sempre innovatori e inventori di concetti sempre all’avanguardia sull’a

mbito ludico ora si stanno cimentando sul social. Ovviamente non chiamiamolo social, perchè loro danno nomi diversi. Anzi, se mi è permesso, danno nomi facili, che uno non d


imentica, immediati e allo stesso tempo di facile utilizzo da parte di tutti. E’ il caso di questo nuovo software rilasciato sull’ eShop, a cui devo dire la verità non avrei dato nessuna speranza, eppure oggi è una droga. Si tratta di Nintendo Postbox, un concetto semplice, ma molto molto creativo allo stesso tempo. Si può riassumere freddamente in un client di scambio messaggi. Eppure dietro in realtà c’è una tavolozza bianca, un pennino e tutta la nostra creatività con la quale scriviamo questi messaggi a tutti i nostri amici possessori di 3ds. E in questi giorni di festa l’ho visto usare nei modi più diversi: dallo scambio di auguri, ai consigli su come passare alcune stanze di “Libera Mii”, ai disegni più o meno “sobri”. E ovviamente a console chiusa si accende la ma

gica lucetta blu che ti avverte che c’è una nuova notifica!

Non contenti, hanno inserito previo pagamento di monete (che si ottengono camminando) la possibilità di sbloccare i tipi di “carta” su cui scrivere i messaggi, la possibilità di mettere registrazioni video e chissà quale altra novità andando avanti. Ok, sono estasiato, mi piace, e non riesco a smettere di usarlo! E lo stesso effetto ce l’hanno pure le persone che conosco, dai bambini ai più grandi e persino chi un 3ds non ce l’ha (@ycibel?? :) ).

Insomma vi aspetto, messaggi, disegni, stupidaggini. Scrivete!

 


Happy new year and happy new blog!

Categorie: Life
Commenti: 2 Commenti
Pubblicato il: 2 gennaio 2012

L’anno nuovo porta importanti novità. In primis l’ennesima nuova veste del mio blog. In realtà non si tratta del solito cambio di tema, ma di un passaggio ad una nuova piattaforma, che in questo caso si tratta del famosissimo wordpress.

Il cambio è presto spiegato, visto che mi sono liberato del mio ultimo pezzo di mela, il vecchio sito si appoggiava interamente su un programma installato su di esso. Ora, con il processo di “grande migrazione dalla mela” che ho iniziato un anno fa togliendomi l’iPhone e tutti gli altri pezzi di mela, sono passato ad una piattaforma su cui posso lavorare indipendentemente dal mezzo utilizzato. Ma bando alle ciance, noiose, spero di poter rilanciare per bene questo mio blog.

Ovviamente il forum è ancora in piedi, pronto ad accogliere chiunque condivida le nostre stesse passioni, aperto a chiunque. I tempi sono cambiati, ma io sono sempre qui, forse un po’ più indaffarato, ma non meno appassionato e voglioso di raccontare ciò che mi circonda, tutto quello che vivo e perchè no, magari anche qualche sogno. Intanto mi congedo, ma non prima di augurare a tutti uno splendido 2012, pieno di Fortuna!

Firmiamo e Fermiamo EQUITALIA!

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